Siamo tornati! Dopo circa due mesi di sosta e di trekking rimandati a causa del maltempo alcuni di voi si saranno preoccupati. Ed eccoci qui nuovamente in cammino. Ed eccomi qui nuovamente a scrivere o meglio a trasmettere ciò che provo quando sono “in marcia” immersa nella natura.
Non starò a tediarvi descrivendovi il percorso che abbiamo fatto. E’ un anello semplice di circa 12 Km che va da uno dei borghi più belli d’Italia (S. Donato in Poggio) ad un piccolo agglomerato di case altrettanto suggestivo (Sicelle).
Ci troviamo nel territorio del Chianti, tra le provincie di Firenze e Siena. Un territorio contraddistinto da un’immagine iconica “il gallo nero”.

Il paesaggio è tutto un susseguirsi di vigneti, uliveti e boschi. Il colore verde è in ogni angolo dove volgi lo sguardo … una meraviglia per gli occhi.
Ci si incammina calpestando una strada antica: la via “Romea Sanese”.

E la mia fantasia vola e ripercorre le tracce di quello che fu uno dei più battuti itinerari di pellegrinaggio attraverso le colline del Chianti.
La Via Sanese era una delle dieci strate et viae maestre della campagna fiorentina. Era detta anche via di Sanctus Donatus in Pocis appunto con riferimento al borgo di S. Donato inizio e termine del nostro trekking.
Per tutto l’Alto Medioevo fu l’itinerario principale e più breve ad unire Firenze e Siena. Claudia mi ha riferito che si sta mappando il percorso e devo confessare che non mi dispiacerebbe percorrere la via per intero!
Il breve tratto percorso è caratterizzato da colline punteggiate di bellissime case coloniche, vigneti ed oliveti che raccontano la cultura e la storia di questo lembo di terra toscana e degli uomini che la abitano.

Lo skyline è meraviglioso, in ogni lato si intravedono borghi, pievi e badie medioevali.

Nel corso della storia questa strada è stata ampiamente utilizzata da differenti categorie di viaggiatori (commercianti, viandanti, soldati e pellegrini):
- come scenario di vicende militari e politiche: nel 1260, in occasione della battaglia di Montaperti, la via venne percorsa dalle truppe fiorentine in transito verso Vagliagli e Pievasciata; nel XII secolo alcuni punti strategici del percorso, tra cui appunto S. Donato in Poggio, divennero sedi di trattati di pace tra Siena e Firenze;
- come tratta di scambi commerciali: tra i membri dell’Arte del Cambio di Firenze risultano alcuni cambiatori di S. Donato in Poggio;
- come sentiero di pellegrinaggio alternativo alla via Francigena: venne percorso da numerose personalità di rilievo tra cui l’Imperatore del Sacro Romano Impero Ottone III° e Papa Leone X°.
Ho scoperto poi, navigando in internet, che vi è un sito per valorizzare e promuovere la fruizione della Via Romea Sanese anche per persone con disabilità motorie. E’ un modo nuovo e nobile di fare trekking e cultura e per tutelare l’ambiente nel cuore del Chianti.

Il percorso che abbiamo fatto è tutto un sali-scendi tra strade bianche e sentieri nei boschi. Il mio sguardo è attirato dalla vegetazione che piano piano sta assumendo i colori autunnali. Nel bosco i ciclamini formano un tappeto colorato e il ginepro offriva già le sue bacche mature. Che spettacolo la natura!

A mezzogiorno circa siamo arrivati a Sicelle per il pranzo che abbiamo consumato sul sagrato della chiesetta, purtroppo chiusa, accanto all’osteria Uscio e Bottega dove gli avventori potevano godere di piatti succulenti.

La camminata è terminata nel pomeriggio con la visita alla bella pieve di S. Donato in Poggio.


Come al solito queste domeniche per me sono un’immersione nella storia e nella natura che mi arricchiscono e fanno bene al cuore e all’anima.
Alla prossima!
Rita Anzoni


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