Il verde di Siena

Oggi abbiamo passato una bellissima mattinata alla scoperta di una città inconsueta, perchè della storia, dell’ arte e della cultura di Siena fanno parte anche le sue aree verdi e di queste ne abbiamo visitate alcune, grazie all’evento chiamato “Jungle Siena”, che fa parte del progetto FLORERE nel contesto del programma RESET lanciato dalla Fondazione MPS, finalizzato a valorizzare il territorio per renderlo più fruibile e attrattivo, anche dal punto di vista della conoscenza, dello sviluppo sostenibile nel campo economico e dell’ inclusione delle identità culturali e sociali.

Al trekking urbano di questa domenica hanno preso parte, oltre a noi come GTS, anche altri parter e in particolare la MPDFonlus (associazione no profit impegnata nella promozione della lingua dei segni e della cultura sorda), la Fondazione Musei Senesi e il Siena Art Institute Onlus. Questa introduzione serviva per contestualizzare quello che adesso stiamo per raccontarvi e cercheremo di essere breve nel limite del possibile!

Tutto è iniziato davanti all’ Orto Botanico (il luogo del nostro incontro), eravamo noi accompagnatori ( gli angeli della sicurezza), alcuni nostri soci del GTS e gli amici non udenti accompagnati dall’ interprete Mariapia Rizzi.

Fatte le presentazioni e dopo esserci assicurati che non mancasse nessuno, abbiamo iniziato il nostro tour all’interno del suddetto ”orto” accompagnati dalla guida esperta.

Qui dobbiamo fare un po’ di storia, che non tutti conoscono, infatti l’Orto Botanico che oggi si trova nell’ubicazione attuale non è sempre stato lì ed era chiamato diversamente. Dall’inizio del XVII secolo si hanno notizie di un orto annesso all’Ospedale Santa Maria della Scala, utilizzato per la coltivazione di piante curative che si chiamava “Orto dei Semplici”, perchè “semplici” venivano chiamati i principi curativi ottenuti direttamente dalla natura. Più tardi, nel 1784, per ordine del Granduca Pietro Leopoldo di Toscana fu trasformato in Orto Botanico Universitario e nel 1856 fu trasferito nella sede che occupa ancora oggi, in parte dei terreni dell’ Accademia dei Fisiocritici.

All’ interno le piante sono suddivise sia per l’ appartenenza ai diversi settori climatici (le piante equatoriali sono in una bellissima serra ottocentesca) che per specie e merita veramente di essere visitato visto la ricca varietà di piante provenienti da tutto il mondo.

Dopo aver scoperto questo meraviglioso luogo, non fai una scappata anche all’ Accademia dei Fisiocritici che è lì accanto?!

Anche su questo museo di storia naturale, una delle istituzioni scientifiche più antiche d’Italia (nata nel 1691), ci sarebbe molto da parlare ma vi do giusto due informazioni!

Partiamo col dire che è suddiviso in quattro sezioni principali (zoologica, geologica, botanica e anatomica). Le collezioni sono esposte in antiche vetrine ottocentesche che si sviluppano in gallerie su due piani che circondano una corte al cui interno si trova il reperto divenuto l’ emblema del museo: uno scheletro di balenottera lungo quindici metri.

Curiosità: questa balenottera si spiaggiò sulle coste di Piombino agli inizi degli anni settanta, e dopo essere stata disseppellita, il suo scheletro fu esposto nel 1974 all’interno del chiostro dove si trova oggi.

Ci siamo, ora inizia il trekking urbano, sono circa le 11 e ci ha raggiunti la nostra brava e simpatica guida Rita Ceccarelli, che ci porterà a scoprire altri segreti verdi nascosti nella nostra città! Ci incamminiamo passeggiando per le vie di Siena passando da via San Pietro e arrivati in Piazza di Postierla (per i senesi “Quattro Cantoni), ci infiliamo nel vicolo del Verchione, già Vicolo di Finimondo, piccola strada di pochi metri che si snoda dietro il Palazzo Chigi Piccolomini, fermmandosi all’ ingresso della Società “il Rostro” della Nobile Contrada dell’ Aquila.

Curiosità: il termine “verchione” anticamente indicava una solida sbarra di ferro detta anche “peschio” che, fatta scorrere su un anello fissato al battente, serviva a inchiavardare (chiudere) una porta.

Superato il varco, entriamo come detto nella Società dell’Aquila e subito ci troviamo in un nuovo spazio verde, l’ Orto del Verchione appunto, che grazie al progetto “aquilino” diventa un “giardino d’artista” attraverso una collezione permanente di opere d’arte contemporanea i cui primi protagonisti di questa iniziativa sono i quattro elemanti: acqua, aria, terra e fuoco.

Proseguiamo la nostra camminata verso i giardini della Nobile Contrada del Leocorno da cui è possibile accedere per visitare le Fonti di Follonica, fonti le cui prime documentazioni risalgono al 1226 ma sono più antiche.

Curiosità: il nome Follonica deriva dal latino “fullones”, cioè dai lavoratori di panni di lana. La follatura era una lavorazione che consisteva nell’ immergere il panno appena tessuto in bacini di acqua e soda per poi pestarlo.

La nostra interessantissima passeggiata si conclude al Giardino Nascosto, area verde adiacente alle mura di Porta Romana e sede del Siena Art Institute.

Qui Miriam Grottanelli (direttrice dell’istituto internazionale di arte contemporanea) ci ha guidati alla scoperta di questo spazio verde che nasce come punto di incontro tra arte, cultura e natura un luogo di connessione con se stessi e di condivisione con gli altri. Questo piccolo boschetto è stato progettato da un team interdisciplinare di architetti, artisti e con la consulenza di persone non udenti e ipovedenti secondo i principi di sostenibilità e accessibilità.

Si conclude qui la nostra esperienza con un aperitivo offerto dalle due associazioni Mason Perkins Deafness Fund onlus e Siena Art Institute e prima di concludere dobbiamo anche ringraziare Consuelo Agnesi e Valentina Foa insieme agli altri ragazzi non udenti, che ci hanno spiegato, fatto comprendere ed entrare nel mondo dei non udenti in maniera molto divertente; è stato molto costruttivo!.

Grazie a tutti davvero per le ore passate insieme, sono stati dei bellissimi momenti di arricchimento!

A Presto per nuove avventure!

Luigi e Elena

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